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Dispenser di sapone liquido o Saponetta?

Tempo di lettura - Regina Paper for People Tempo di lettura previsto: 3 min

Lo diamo un po’ tutti per scontato e diciamoci la verità: se nel bagno pubblico di un ristorante o di una biblioteca trovassimo una saponetta al posto del dispenser, probabilmente sceglieremmo di lavarci le mani solo con l’acqua.

In effetti, il sapone liquido è associato ad un maggiore livello di comodità e di igiene, soprattutto se il dispenser è di quelli a infrarossi, dove le mani non entrano minimamente in contatto con alcuna superficie.

L’invenzione del sapone liquido risale al 1865 (22 agosto), quando il newyorkese William Sheppard ricevette il brevetto per aver scoperto che “una piccola percentuale del comune sapone [disciolto in acqua] unita a una quantità relativamente grande di spirito di ammonio si addensa in una sostanza della stessa consistenza della melassa, e si ottiene così un sapone liquido con proprietà detergenti superiori”.

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Dispenser vs Saponetta

Nonostante potesse sembrare una alternativa efficace alla versione tradizionale, il sapone liquido è entrato a far parte della quotidianità più di un secolo dopo la scoperta di Mr Shepperd, quando negli anni ’80, un’azienda americana confezionò un prodotto con un packaging invitante e una pompetta di plastica, che lo rendeva estremamente pratico, ma anche non troppo igienico, dato che la superficie dell’erogatore raccoglie lipidi, zuccheri, germi, virus e tanta polvere.

Nel 1987, il marchio fu acquistato da una multinazionale del personal care e il successo fu mondiale.

Le origini del sapone sono antichissime, addirittura legate ai babilonesi (2800 a.C.), ma se ne hanno tracce persino nei papiri egizi e nella Bibbia.

Il termine sapone deriva dal latino sapo, parola che si ritiene sia di origine germanica, assimilata attraverso i galli, che ne facevano largo uso per rendere i capelli lucidi.

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Questa tradizione millenaria nella lavorazione del sapone, secondo alcuni studiosi, potrebbe essere una delle ragioni fondanti dell’industria del sapone in Francia, in particolare a Marsiglia. Il sapone marsigliese, famoso in tutto il mondo, ha alcune peculiarità: quello originale, infatti, prevede che siano utilizzati esclusivamente oli vegetali, di oliva in primis, la cenere di piante marine come alcalinizzante, l’essiccazione al sole e il taglio a mano, una ricetta decretata dal ministro francese Colbertin nel 1688, per difendere il vero sapone fatto a Marsiglia.

E se il sapone igienizza la pelle rendendo solubili sostanze che sono insolubili, come piccoli batteri e sporcizia che poi vengono portate via dall’acqua, a voi la scelta se prediligere il sapone tradizionale o quello liquido.

In ogni caso, lavarsi le mani è sempre un’ottima abitudine!

 
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