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Scuola finita, più tempo con i figli

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Da giugno a luglio, chiude la scuola e si apre così il solito dilemma: come impiegare il tempo libero dei ragazzi in modo creativo e soprattutto educativo?

Attualmente molti giovani si ritrovano nella difficilissima schiera delle cosiddette “tazze da tè”, ovvero (come ha ben chiarito il preside di un college americano) così fragili da rompersi ad ogni alito di vento.

Un effetto che, secondo lo psichiatra Paul Bohn, deriva proprio dai genitori attualmente disposti a tutto pur di evitare che i propri figli affrontino il benché minimo disagio, compresa la noia, con l’effetto di ritrovarsi degli adulti incapaci di “esperire” le normali frustrazioni della vita, convincendosi che in tutto questo e in loro stessi vi sia qualcosa di profondamente sbagliato.

Il tempo libero dei ragazzi è dunque un momento estremamente importante e potenzialmente di grande crescita.

La parola chiave delle vacanze andrebbe ricercata nel “piacere”, ovvero un’alternativa interessante al “dovere” della scuola e dei compiti, dell’attenzione richiesta ogni mattina in classe e dell’impegno costante durato mesi. Un piacere che però non significa abbandonarli davanti alla televisione, né organizzare loro decine di attività senza un minimo di sosta o senza la partecipazione attiva dei genitori stessi.

Il piacere deve arrivare dal trascorrere del tempo “piacevole” con altri coetanei, con i genitori o i nonni, rispettando innanzitutto la personalità e i tempi dei giovani vacanzieri. Ogni bambino, ogni ragazzo, ogni adolescente è un universo a sé, con gusti, esigenze e necessità assolutamente uniche.

Cosa fare quindi?

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Innanzitutto facciamo vivere loro delle esperienze decise insieme, sulla base dei nostri impegni lavorativi, dei costi da sostenere e delle loro richieste. Proponiamo delle attività senza obbligarli a una specifica, ma condividendo insieme un percorso, evitando soprattutto di farli sentire dei “pacchi” da smistare fra nonni e campi estivi.

Cosa fare quando finisce la scuola

La piscina: rompere gli schemi, infatti, è già di per sé una vacanza e non c’è niente di meglio che trascorrere il sabato o la domenica, ma anche la pausa pranzo, se possibile, o il tardo pomeriggio, con le gambe in ammollo nella piscina vicino a casa, la mamma e il papà.

Un po’ di ozio, magari chiedendo a uno dei nonni di trascorrere una settimana accanto al nipote. Non è sempre facile o possibile, ma il tempo condiviso tra nonni e nipoti è fondamentale. Ed è altrettanto fondamentale che i nipoti possano godere di un po’ di tempo destrutturato, per poter riprendere possesso del loro spazio di vita.

Annoiarsi poi non soltanto è lecito, ma fa soprattutto molto bene: è decisamente educativo far capire ai piccoli che possono esserci dei tempi vuoti, da gestire con fantasia e creatività, senza necessariamente aspettarsi dai genitori un’attività ad hoc per ogni momento “di pausa”.

Il centro estivo è poi un’ottima scelta, soprattutto se permette di trascorrere il tempo all’aria aperta con educatori in genere molto preparati e la possibilità di giocare e socializzare con altri coetanei. Tra l’altro l’offerta disponibile è sempre più vasta e allettante: dai laboratori di scienze alle attività con le api, dai campi del WWF tra natura e animali alle settimane al mare o in montagna che mettono al centro lo sport.

E infine, per gli adolescenti non c’è niente di meglio che un viaggio da soli o meglio ancora con uno dei due genitori.

…e allora buon divertimento a tutta la famiglia!