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Quasi Amici: una storia vera

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Una Parigi imbiancata dalla neve fa da sfondo ad una storia di amicizia che supera i confini dell’età e della malattia.

È l’amicizia raccontata da Olivier Nakache e Éric Toledano alla regia del film “Intouchables” (in Italia arrivato con il titolo “Quasi Amici“). I protagonisti sono Philippe, un aristocratico paraplegico e quasi totalmente paralizzato e Driss, un ragazzo di colore pieno di vita, energia e parecchi problemi.

Dopo aver cambiato diversi assistenti, sarà proprio Driss a presentarsi da Philippe per candidarsi al ruolo di infermiere personale. Tra i due nascerà subito una complicità che sarà alla base per un’amicizia unica e speciale, amicizia che permetterà a Philippe di trovare una serenità che credeva perduta.

Di questa storia così meravigliosa, quel che più colpisce è il fatto che sia una storia vera, così come raccontano le didascalie nei titoli di coda. I veri protagonisti sono Abdel Yasmin Sellou e Philippe Pozzo di Borgo, rispettivamente il “badante” e il disabile, che attualmente vive in Marocco, si è risposato, ha due bambini e ha trasferito su carta le emozioni che hanno caratterizzato questa amicizia.

Ne è nato un libro commovente e generoso dal titolo “Il diavolo custode” che Olivier Nakache e Éric Toledano sono riusciti a trasformare in una pellicola campione di incassi.

Per quanto riguarda Abdel, invece, si narra che attualmente viva in Algeria e abbia aperto un allevamento di galline, trovando il tempo di raccontare anche lui la sua storia, che sta tutta nel titolo: “Mi hai cambiato la vita” (ed. Salani).

È insopportabile, vanitoso, orgoglioso, brutale, superficiale. Senza di lui sarei morto di decomposizione. Abdel m’ha curato senza sosta come se fossi un neonato. Mi ha liberato quando ero prigioniero, protetto quando ero debole. Mi ha fatto ridere quando ero a pezzi. È il mio diavolo custode…