Anche il cervello va in palestraAnche il cervello va in palestra
 
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Anche il cervello va in palestra

Tempo di lettura - Regina Paper for People Tempo di lettura previsto: 3 min

Ti è mai capitato, nel mezzo di un discorso, di dimenticarvi il titolo di quel libro che vorresti consigliare a un amico, oppure il nome del ristorante buonissimo dove hai mangiato la settimana prima?

Non siete i soli perché succede a tutti, lo dice la scienza!

Il nostro cervello è come un grande archivio dove vengono conservate le tracce di molte memorie, purtroppo però non sempre possiamo accedervi! Possiamo però mantenere allenata la nostra memoria, proprio come facciamo con i nostri glutei andando in palestra o salendo i gradini a due a due.

Anche il cervello va in palestra

Le ricerche scientifiche in questo ambito sono iniziate molti anni fa, quando i neurologi McGaugh e Cahill, dell’Università della California di Irvine, hanno ricevuto la mail della signora Jill Price.

La donna lamentava un problema inusuale: ricordava esattamente ogni singolo giorno della sua vita, come se stesse sfogliando un album di fotografie. Questo viaggio nel tempo a ritroso, disse lei, la stava facendo impazzire.

I neurologi decisero di sottoporla a qualche test e rimasero di sale quando si accorsero che non mentiva. Ricordava ogni data di Pasqua dal 1980, cosa stava facendo un qualsiasi martedì sera della sua vita e via così, episodio dopo episodio, per ogni giorno trascorso.

Da questa “supermemoria autobiografica” sono partiti gli studi per capire come funziona anche quella normale e, magari, come potenziarla. Impossibile comunque raggiungere i livelli della signora Price.

Come nascono i ricordi

Gli studi hanno dimostrato che per la formazione di un ricordo a lungo termine viene coinvolta un’area del cervello che si chiama Ippocampo.

La vicina Amigdala “avverte” l’Ippocampo quando qualcosa genera rabbia o paura, così quest’ultimo diventa più preciso nel registrare informazioni. Per questo, un evento associato ad emozioni negative ha un bagaglio molto più pesante di dettagli e informazioni.

È possibile che anche le emozioni positive rinforzino la memoria e non solo, perché anche gusto e olfatto hanno un ruolo chiave nel riportare alla mente ricordi perduti.

Ma nella nostra vita di tutti i giorni, cosa possiamo fare per aiutarci a ricordare meglio?

Anche il cervello va in palestra

L’allenamento per il Cervello

Allenare la memoria come un muscolo è l’obiettivo del Braintraining, “la palestra” per neuroni fatta di giochi e applicazioni di vario genere.

La sessione di allenamento può iniziare con il dual-n-back: un oggetto appare sullo schermo per un attimo e va ricordato in che posizione è comparso. La difficoltà aumenta man mano, dovendo ricordare anche il punto in cui era apparso la volta prima, poi due, tre e via dicendo. Con una media di 10-20 minuti al giorno di allenamento, funziona!

Se invece devi tenere un discorso e hai paura di dimenticarvi dei passaggi, puoi dividerlo per punti e immaginarti di ripeterlo passeggiando per le stanze di casa vostra, in un ordine preciso. Associ ad ogni stanza un concetto chiave e li riporti così alla mente mentre “cammina”.

Per chi vorrebbe ricordare con più facilità determinati episodi della sua vita, sono utili lo yoga e la meditazione. Rallentano il battito cardiaco e inducono rilassamento, creando condizioni che favoriscono la memorizzazione.

Lo stesso vale per altre attività, come leggere, andare al cinema, ballare, giocare a carte o a scacchi e frequentare gli amici. Da un lato contribuiscono ad avere uno stile di vita più sano ed attivo e, dall’altro, fanno bene anche alla mente. Una vita attiva sembrerebbe quindi essere la strategia più efficace per preservare la nostra memoria.

Detto questo… di cosa stavamo parlando? Ah sì, di quegli allenamenti che #nonfinisconomai di farci bene!