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Il bambù

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Il bambù, definito da molti l’oro verde dei paesi in via di sviluppo, trova da secoli moltissimi impieghi, arrivando oggi a coprirne quasi 1.500: utilizzato da sempre per realizzare abitazioni di medie e piccole dimensioni, infrastrutture semplici come ponticelli e intelaiature di tetti di edifici, è attualmente impiegato anche in strutture molto complesse come i tralicci della fase costruttiva dei grattacieli o l’intelaiatura stessa di palestre e templi.

È poi storicamente uno dei materiali fondamentali dell’arredamento orientale, per ottenere tavoli e sedie, armadi e cassettiere estremamente resistenti, anche in ambienti umidi e piovosi.

L’estremo oriente è, appunto, una delle aree di maggiore diffusione dei manufatti in bambù, poiché le zone tropicali di Birmania, Cambogia, India, Indonesia, Laos, Thailandia, Vietnam e Cina (sud) ne sono spontaneamente ricchissime.

Le caratteristiche del Bambù

Il bambù - regina wwf collection

Il bambù infatti cresce in modo spontaneo in molte regioni calde e temperate: appartenente alla famiglia delle Graminacee, questa pianta multiforme vanta circa 1.400 specie e migliaia di varietà, arrivando ad altezze vertiginose (anche 40 metri), come i Phyllostachys nygra ‘Boryana’, Ph. nygra ‘Henonis’, con una straordinaria capacità di resistenza meccanica sia alla compressione che alla trazione. È dunque un ideale sostituto del legno.

Crescono velocemente (infatti vengono definite piante “infestanti”), amano il sole e i terreni umidi, sopportano temperature molto basse (-10°C) e, allo stesso tempo, molto alte (oltre i 30°C). 

Esteticamente bello e molto sostenibile, il bambù negli ultimi anni sta diventando una vera e propria tendenza anche per arricchire giardini e parchi cittadini grazie alla sua capacità di assorbire quantitativi di anidride carbonica maggiori rispetto ad altre specie di arbusti e allo stesso tempo di produrre il 30% di ossigeno in più.

Infine, se ridotto in poltiglia, può diventare carta o tessuto: tra questi, una delle idee più innovative è l’imballaggio in bambù, al posto di carta o plastica.

Questo materiale del tutto naturale risulta essere non solo resistente, come dicevamo, ma anche in grado di tutelare l’integrità del suolo, biodegradabile, compostabile e sostenibile poiché per esempio, nel corso della lavorazione il 70% dell’acqua viene recuperato e riutilizzato per il processo, mentre il restante 30% evapora; inoltre con il sole, la pasta viene fatta essiccare in modo naturale, con evidenti risparmi anche sui consumi di elettricità.

Oltre a tutte queste caratteristiche, il tessuto in bambù ne possiede una davvero importante: ha proprietà anti-microbiche ed è in grado di mantenere la temperatura corporea ad un giusto livello.

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La fioritura

Durante gli Anni Sessanta si verificò un fenomeno naturale senza precedenti.

La Phyllostachys Bambusoides, una particolare specie di bambù originaria della Cina, fiorì contemporaneamente in ogni parte del mondo. Sì, nello stesso momento tutte le foreste del mondo sbocciarono insieme dando vita alle nuove piante che osserviamo tuttora.

Già così sembra incredibile, ma questo ciclo si ripete una volta ogni 120 anni e plausibilmente dovremo aspettare fino al 2090 per assistere nuovamente a un simile spettacolo della natura. 

Ma questo fenomeno ha una spiegazione scientifica! Nel 1970 il biologo Daniel Janzen formulò la teoria per cui la sincronia della fioritura è un modo per salvaguardare la sopravvivenza dei semi e favorire la nascita delle nuove piante. Mettendo una quantità sovrabbondante di cibo a disposizione, infatti, anche se i predatori dovessero mangiarli quasi tutti, alcuni semi rimarrebbero comunque intatti. 

Spesso, le soluzioni più semplici e più naturali sono anche le più intelligenti!