Global Handwashing Day

Appuntamento fisso, come ogni anno, il 15 ottobre in tutto il mondo si celebra il Global Handwashing Day, la giornata mondiale per il lavaggio delle mani, a conferma del fatto che diffondere consapevolezza di questa importante abitudine per l’igiene e la salute non è mai abbastanza. Questa giornata è stata istituita nel 2008, con lo scopo di promuovere appunto l’abitudine, nella cultura globale e locale, di lavarsi le mani con il sapone. 
Da 10 anni ad oggi, ogni anno, vengono coinvolti 200 milioni di persone in celebrazioni attraverso 100 diversi paesi. 
Il Global Handwashing Day è stato approvato da diversi governi, Istituzioni internazionali, associazioni civili, compagnie private e privati cittadini.
Il tema per l’edizione del 2018 è “Mani pulite – una ricetta per la salute”. 
Un approfondimento sullo stretto legame tra l’igiene delle mani e il cibo che consumiamo: è stato evidenziato che il momento di preparazione dei pasti è uno dei principali veicoli di diffusione di germi e batteri, gli stessi che potrebbero sparire se solo ci si lavasse le mani. 
Connettere il lavaggio delle mani con un’abitudine esistente, come quella di sedersi a tavola, è il modo migliore per consolidarla grazie al rinforzo positivo.  
Sul sito dedicato a questa giornata, www.globalhandwashing.org, sono reperibili tutte le informazioni riguardo alle iniziative organizzate per il 15 ottobre, e le risposte alle domande più frequenti in fatto di igiene.
 Forse non tutti sanno che per lavarsi le mani in modo efficace, bisogna tenerle sotto l’acqua corrente per almeno 20 secondi, il tempo di cantare “tanti auguri a te”, proprio come Boris nel film di Woody Allen “Whatever Works”
. Tra l’altro, sembrerebbe che lavarsi le mani abbia un effetto positivo non solo sulla salute, ma anche sulla “moralità”. 
Secondo alcuni studi, esiste una correlazione tra senso di colpa per aver fatto qualcosa di sbagliato ed il desiderio di sentirci, e anzi, di essere davvero puliti. 
Durante un esperimento psicologico svolto dall’Università di Toronto e dalla Northwestern University, è stato chiesto ad un campione di persone di raccontare un’azione immorale o una morale compiuta in passato, dopo di che è stato loro offerto un premio a scelta tra una penna e delle salviette igienizzanti: le persone che erano state costrette a confessare il misfatto, tendevano a scegliere la seconda opzione. 
Questa relazione si chiama “Effetto Macbeth”, il fenomeno che ci spinge ad associare la sfera morale con quella fisica, e viene anche influenzato dalla cultura. Quando gli stessi studi sono stati fatti nei paesi del sud-est asiatico, i soggetti hanno preferito pulirsi il viso, e non le mani, dopo aver raccontato un’azione immorale. Quello che colpisce è la connessione tra la pulizia e il nostro stato interiore ed emotivo, perché è vero che si innesca un circolo positivo tra l’essere puliti “fuori” ed il sentirsi bene “dentro”. 
A questo proposito, concludiamo con una citazione di Fernando Pessoa, poeta, scrittore e aforista portoghese: “Così come laviamo il nostro corpo dovremmo lavare il destino, cambiare vita come cambiamo biancheria: non per provvedere al sostentamento della nostra vita, come col cibo e col sonno, ma per quell’estraneo rispetto per noi stessi che giustamente si chiama pulizia.”