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Un mostro per amico

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Da anni ormai, sempre di più, le amicizie tra umani e mostri hanno trovato posto nelle storie cinematografiche riscontrando un grande successo dal pubblico di ogni età!

Come non considerare ad esempio la pellicola che ha rivoluzionato il cinema di animazione in questo campo? Stiamo parlando di Shrek, l’orco amato da tutti fin da subito, insieme a tutti i personaggi che ruotano attorno a lui. Oppure il film Frankenweenie, diretto nel 2012 da Tim Burton, o ancora, la trilogia recente di Hotel Transylvania, realizzato da Genndy Tartakovsky.

Ma prima di tutti, il pioniere di questo nuovo modo di esorcizzare la paura portando sullo schermo i mostri per bambini è stato il film Monsters & Co., il film d’animazione Pixar diretto da Pete Docter, Lee Unkrich e David Silverman, uscito negli Stati Uniti nel dicembre 2001 e in Italia a marzo 2002.

Monster & Co. un’amicizia fuori dal comune

L’idea del film è semplice quanto efficace e gioca infatti sul classico cliché della paura del mostro nell’armadio. Ed è proprio così che ha inizio questo splendido racconto.

Fin da subito infatti si scopre come Mostropoli sia la città abitata da mostri e che trasforma le urla dei bambini spaventati in energia elettrica. Ma come è possibile tutto questo? Proprio perché i mostri riescono a raggiungere le camere dei bambini attraverso le porte degli armadi che in realtà sono magiche e collegano il mondo dei mostri a quello degli umani.

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I mostri lavorano quindi ogni giorno in una sorta di fabbrica entrando e uscendo dalle camerette dei bambini per raccogliere le urla da trasformare in energia.

Ma il punto diventa interessante quando, al contrario di quello che si potrebbe pensare, i bambini non sono gli unici ad essere terrorizzati: anche i mostri hanno paura degli umani, in quanto convinti di poter morire se toccati da loro.

Ed ecco che la situazione si stravolge quando una bambina di nome Boo (suono onomatopeico dello spavento), attraversando una porta magica, viene catapultata a Mostropoli. Nel disperato tentativo di riportarla indietro, Sullivan (il mostro più terrificane della città, chiamato da tutti “Sulley”) e il suo amico Mike scoprono che l’umana non è pericolosa.

Boo, a sua volta, non è per nulla spaventata dai suoi nuovi amici.

Tra Sullivan e Boo nasce infatti un’amicizia speciale: il mostro diventa, per la bambina, una sorta di angelo custode. Il finale, poi, ha qualcosa di straordinario: Mostropoli scopre che le risate dei bambini sono una fonte di energia elettrica mille volte più potente delle urla.

Il tema di fondo di questo magico film è la paura del diverso e insegna in modo davvero straordinario e alla portata di tutti, come la diversità non sia d’ostacolo all’amicizia ma al contrario un punto di incontro.