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La storia della carta. Tappa 5: la stampa

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Nella scorsa tappa abbiamo parlato dell’invenzione della stampa a caratteri mobili, dei conseguenti cambiamenti sociali e di come nel 1700 il monopolio della carta sia passato nelle mani di numerosi Paesi europei.

Francia e Gran Bretagna si contendevano la supremazia: nel 1798, il francese Louis Nicolas Robert inventò la “machine à papier”, che poco tempo dopo venne perfezionata dai fratelli inglesi Fourdrinier.

Dai loro studi e progetti nacque l’innovativa Fourdrinier Machine, una macchina che utilizzava un nastro trasportatore realizzato con intrecci in bronzo, dove una sospensione di fibre (in genere fibre di legno o vegetali) veniva drenata per creare un continuo groviglio di carta.

L’intreccio umido passava poi attraverso una pressa per essere compresso e allontanare l’acqua in eccesso, raggiungendo, infine, la sezione di riscaldamento. È l’inizio di un rapido cambiamento epocale.

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La diffusione della stampa a caratteri mobili favorì anche la nascita dei primi settimanali, riviste di “cronaca” che raccontavano gli avvenimenti principali della settimana.

Per la pubblicazione del primo quotidiano, invece, bisogna aspettare il 1660 quando il settimanale tedesco Einkommende Zeitungen si trasforma in un giornale. Grazie all’automatizzazione della stampa, le notizie si diffonderanno velocemente e la comunicazione diventerà più efficace.

Le innovazioni tecnologiche

Alla fine del 18esimo secolo venne introdotta la litografia, una tecnica di stampa chimico-fisica, che permetteva di realizzare immagini a colori e disegni realizzati a mano.

Contemporaneamente la stampa si meccanizzò.

Fino agli inizi del 1800, l’unica forza disponibile per muovere il torchio era quella della braccia umane. Il 1810 fu il momento della svolta: il tedesco Friedrich Koenig pensò di utilizzare la forza della macchina a vapore per avviare il torchio, riuscendo a stampare circa 800 fogli l’ora.

La produzione si velocizzò, ma non abbastanza.

Attraverso numerosi studi, Koenig capì che le limitazioni della velocità di stampa dipendevano dall’uso di due superfici piane a contatto e progettò quindi due elementi cilindrici.

Nacque un nuovo modo di stampare, che ancora oggi è il principio che ispira le moderne rotative, utilizzate soprattutto per la stampa dei quotidiani dove è necessario raggiungere velocità notevoli.

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La prima rotativa fu installata nel 1846 nella sede del Philadelphia Public Ledger. La macchina, ideata da Robert Hoe, era costituita da un cilindro centrale e quattro cilindri più piccoli, su cui venivano disposti i caratteri per la stampa che ruotavano contro quello centrale. I fogli venivano infilati a mano tra un cilindro di stampa e quello centrale.

Nel 1857 il Times di Londra utilizzò una rotativa Hoe a dieci fogli per volta, capace di stampare ventimila copie all’ora.

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